Caro energia, i florovivaisti guardano (anche) alla cannabis per superare la crisi

Caro energia, i florovivaisti guardano (anche) alla cannabis per superare la crisi

Non solo sostegni alle imprese

In un documento in dieci punti indirizzato ai partiti, oltre ai sostegni alle imprese del comparto, l’associazione sottolinea che è una coltura dalle enormi potenzialità in tutti i campi (medicina, cosmetica, edilizia, energia) che sconta ancora una normativa non chiara

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2′ di lettura

Una lista in dieci punti, indirizzata ai partiti politici, impegnati nella campagna elettorale in vista del voto del 25 settembre. Un documento per spiegare cosa serve al florovivaismo italiano per uscire dalla crisi e riprendere la strada dello sviluppo. È l’iniziativa messa in campo nelle ultime ore dall’Associazione florovivaisti italiani di Cia-Agricoltori italiani.

E, accanto a una richiesta avanzata anche da altri comparti, alle prese con il caro gas e l’impennata dei costi di produzione, ovvero sostegni alle imprese (interventi immediati sul gasolio agricolo per il riscaldamento delle serre), uno dei punti del documento programmatico riguarda una «normativa chiara sulla cannabis».

«Il comparto sta affrontando una delle crisi peggiori degli ultimi anni – sottolinea il presidente dei Florovivaisti italiani, Aldo Alberto- facendo i conti da un lato con l’aumento del 74% dei costi di produzione e, dall’altro, con l’inflazione e la perdita di potere d’acquisto dei consumatori che ha portato a un calo delle vendite anche del 30%». Tuttavia, spiega Alberto, il florovivaismo vuole continuare a «garantire reddito e occupazione alle sue 24.000 imprese e oltre 100.000 addetti e mantenere intatto il terzo posto nella Ue per produzione di piante e fiori con quasi 3 miliardi di fatturato».

Cannabis «coltura dalle enormi potenzialità in tutti i campi»

«La Cannabis – si legge nel documento – è una coltura dalle enormi potenzialità in tutti i campi (medicina, cosmetica, edilizia, energia) che sconta ancora una normativa non chiara. Per questo, i Florovivaisti di Cia chiedono di garantire finalmente: l’accesso al credito anche alle imprese canapicole; la liberalizzazione della vendita di cannabis per CBD (cannabidiolo, ndr); la riproduzione per via agamica della pianta; l’investimento in nuove varietà per i diversi usi; la prima trasformazione agricola di tutte le parti della pianta; la definizione di un valore di THC entro il quale tutte le parti della pianta siano commerciabili; la ristrutturazione dei mezzi di produzione per la produzione dei prodotti farmaceutici».

Le altre proposte

Nel documento programmatico la Cia chiede inoltre un’accelerazione sull’applicazione della riforma del servizio fitosanitario; la ripartenza dell’iter del ddl dedicato al settore al più presto dopo le elezioni di settembre; agevolazioni al fotovoltaico sulle serre; infrastrutture di viabilità efficienti per il trasporto e una migliore logistica della distribuzione; giusta transizione verde; più formazione; apertura alle nuove tecniche di miglioramento genetico e, infine, una cultura del verde, per tornare a investire nel verde pubblico, in modo strutturale e non episodico.

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Comments (3)

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